Mi sono commossa con le immagini di Francesco Totti. Ed io sono una allergica al calcio, talmente allergica che ogni volta che andiamo in un parchetto e qualcuno gioca a calcio io inizio a massaggiarmi la testa…memore di tutte le pallonate in faccia che mi sono presa da piccola per la semplice colpa di essere lì nel parchetto di pasaaggio.

È  una legge nautarle: se odi il calcio una palla vagante ti colpirà.  Se ami il calcio e non vedi l’ora che qualcuno ti passi la palla….la palla non ti arriverà nemmeno chiamadola!
Comunque la mia riflessione è  diversa. Quando ho visto le foto di questo idolo in lacrime ho chiesto allo “storico fidanzato”…ma perché piange?  Hanno perso la finale? ”

E lui con un sorrisetto incomprensibile mi ha detto ” quella manco la giocano da un po’. ..no no…è  stata la sua ultima partita…ha 42 anni ora di andare in pensione.”
Allora sono stata zitta. Indecisa se essere solidale a Totti o se essere sotto shock .
Analizziamo brevemente. 

A 42 anni te ne vai già in pensione con abbastanza soldi  da vivere comodamente un paio di vite e piangi.

Ed io che i 42 li ho passati (ed ancora non ci posso credere) piango perché non posso andare in pensione per altri 42 anni!
Siamo diversi, ma cerco di spingermi un po’ più in là con il ragionamento, non voglio essere superficiale. A Totti piaceva il suo lavoro. Scendere in campo lo faceva sentire importante e sentire il suo nome inneggiato ed osannato lo faceva sentire forte e potente. Appartenere ad una squadra che combatte unita per un ideale e  sentire il tifo che ti sostiene e ti segue…deve essere una sensazione pazzesca. 
Ora uscire dalla squadra lo fa sentire come se tutto fosse finito per sempre.

Beh io ci ho pensato parecchio e né noi né  lui dobbiamo lasciare che finisca così. 
Abbiamo bisogno di idoli, di leader e di un capitano. Ed a ben voler vedere questo capitano è  rispettato per molte cose al di  là dello sport.

Io per esempio lo rispetto per quello splendido esemplare di donna che si è  scelto come moglie. 

Li rispetto entrambi perché sono il simbolo di una famiglia italiana con 3 bambini che va scomparendo ma che è  la base della nostra storia.

Li adoro per aver portato i bambini nello stadio e non sulle tribune,  partecipando insieme ed uniti alla vita del papà. 

Insomma Francesco…

C’è  ancora tanto lavoro da fare, e non deve necessariamente essere il calcio. Puoi continuare a lavorare ed anche scegliere un lavoro dei più importanti del pianeta.  Ambasciatore dello sport o portavoce dell’Unicef per i diritti dei bambini. Francesco Totti sei  un condottiero idolo dei nostri giorni. E ci sono persone che rispettano più le tue idee di quelle del nostro ministro degli esteri.

Ed allora ecco dove ti voglio. Nuovo volto del ministero dello sport. Della famiglia e degli esteri o del turismo.
E non dico la testa, mica eri l’allenatore della squadra, dico il volto, l’immagine e l’uomo di punta delle prossime olimpiadi.
Non piangere perché devi andare in pensione. Non ti rottamiamo anzi votiamo per te. 
E detto da me che sono più milanese  abruttita della Sciura Maria vuol proprio dire che arrivi al cuore di tutti. 

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