L’Australia è libertà.

Ogni nazione ed ogni città ha, nella mia mente, una sua specifica accezione, una sua caratteristica unicità. L’Australia non è il distinto Giappone, e nemmeno la modaiola New York, non è l’avida Cina, né il seducente Kenya.

Ad ogni nazione associo, sulla base di quello che ho letto, visto ed immaginato, una caratteristica che per l’Australia si sintetizza con la parola LIBERTA’.

surf- australia - sea

L’Australia nella mia immaginazione è la terra dello sport, del surf, degli aborigeni, delle magliette e dei pantaloni corti. E’ il paese dell’informalità e del casual. Un paese dove i bisogni dell’uomo sono gli stessi dei nostri, solo ad un livello più umano, con meno tensione evolutiva. Un paese avanzato ma meno ambizioso.

Ed ora, se legge il mio post un australiano del servizio immigrazione, mi blocca subito il visto, prima di poter mettere piede in Australia!

Perché in effetti, sono ancora in aereo e con 14 ore di volo che mi attendono, di fantasie posso avere molte…ma tutte non confermate ufficialmente dato che non ci sono ancora stata in Australia e la guida LONELY PLANET giace intonsa nella valigia.

Il viaggio è lunghissimo e la mia circolazione ha smesso di circolare all’incirca a metà dell’Oceano Indiano, ed ora mi sto gonfiando come la zia di Harry Potter prima di prendere il volo.

I mie capelli così secchi che sembrano cespugli della steppa, ed ho una fame inimmaginabile dato che il mio pasto vegetariano se lo è mangiato qualcun’altro ma non io, e che la hostess è riuscita solo a procurarmi una banana e delle fette di ananas dalla business class!

Ma non divaghiamo sulle mie avventure di viaggio ma rimaniamo concentrati sulla meta!

Io spero vivamente di non incontrare nessuno che conosco perché, sia che l’Australia si libertà come intendo io, sia che sia formalità e bigottismo come si legge in giro, io ho intenzione di vivere l’Australia a modo mio.

Ho fatto le valige decisa ad assaporare la libertà del non dover essere né del dover fare. E premetto a tutti coloro che mi chiederanno se andrò a vedere l’AYERS ROCK, NO , in effetti NON ANDRO’ a vederlo. Sto effettivamente attraversano metà del globo per andare e trasformarmi in una selvaggia aborigena e vivere il mio momento di libertà di gironzolare per una nazione senza veramente una meta né un itinerario.

Quindi riassumendo

  1. ho messo in valigia solo 2 paia di jeans e delle camicette, un giubbino ed un kway
  2. non ho attivato il pass internazionale del cellulare quindi sarò irraggiungibile
  3. non ho portato il phon né piastra quindi avrò i capelli più inguardabili del pianeta
  4. non ho nemmeno un paio di scarpe con i tacchi ma solo sneakers e scarpe da ginnastica comode
  5. non ho letto nemmeno una pagina della guida e sono ancora indecisa sul fatto che la capitale sia Sidney o Adelaide (e ci rimarrò malissimo quando scoprirò che è CANBERRA e che io manco l’ho inserita tra le destinazioni da visitare!)

La mia idea di libertà è legata a concetti ed odori che non so se nella realtà esistano davvero, sono ricordi di un viaggio fatto in Irlanada quando avevo 18 anni.

Quando nell’armadio ci si trovava solo un paio di jeans e qualche maglietta, e prevaleva il senso di praticità. Verificare che una maglietta fosse pulita e non troppo stropicciata.

E’ questa la tipologia di libertà alla quale io aspiro oggi.

La liberà dell’odore di sapone e di bucato appena fatto e non stirato, perché quando hai solo un paio di magliette, devi fare il bucato spesso e appena la roba è asciutta o asciugata con mezzi di fortuna come il phon (che non ho portato) ed il forno, gli indumenti hanno quell’odore di pulito famigliare non inamidato.

Io voglio sentire su di me quell’odore lì, del bucato appena fatto, della maglietta non stirata. Voglio sentire quel fastidio iniziale del cotone che è un po’ rigido prima di essere stirato.

La mia idea dell’Australia è che sia un paese che sa di pulito.

Atterro tra 5 ore, vedremo se quello che penso corrisponde al vero, per ora posso solo dirvi che i segnali ci sono tutti, il mio vicino di aereo è un australiano, moro ed alto con carnagione chiara e peso nella norma (tendenziale direi sano e molto sportivo!), con capelli corti, che indossa jeans ed una polo. Ha tolto le scarpe alla partenza, ed ora è senza calze a piedi nudi che guarda un film, ogni tanto si addormenta, poi si sveglia e ricomincia a guardare il suo film, è dignitoso e silenzioso e sono certa che odora anche di pulito. Mentre io sono qui che sudo come una leonessa, sotto la copertina verde di pile, la mia sciarpa e gli occhialoni da vista.

In aereo ci sono meno – 25 gradi , come cavolo fa quello a stare in maglietta e senza calze, se lo facessi io sarei ibernata con il naso rosso e domani mi sveglierei con un principio di polmonite.

Vado in Australia ad assaporare la libertà ed a scoprire quelle che temo già di sapere, che per essere liberi bisogna averlo già scritto nel DNA ed io che se io vivessi seguendo liberamente la teoria evolutiva di Darwin mi sarei già estinta!

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