A cena con Valter Longo

Da un paio di settimane esco a cena con Valter Longo. Chi conosce Valter Longo e cosa sapete di lui?

Valter Longo è nato a Genova, si è trasferito in America per suonare e studiare e si è laureato in biochimica, attualmente insegna all’università USC Leonard Davis di Los Angeles, ma non si è dimenticato di essere italiano e collabora attivamente con ricercatori italiani per approfondire i suoi studi sull’invecchiamento. Direi che parallelamente è un paladino del made in Italy perché sponsorizza la dieta mediterranea come elisir di lunga vita!

Attualmente ha pubblicato un libro, edito dalla Vallardi, “La dieta della longevità”.

Il mio incontro con lui è avvenuto a Natale, quando la mattina del 25 Dicembre il mio storico fidanzato mi ha regalato il suo libro. Dal principio l’ho presa male, io sono molto attenta all’alimentazione sana e sono assolutamente contraria alle diete che si trovano stampate su giornaletti, sulle riviste ed sui libricini. Sono convinta che una dieta debba essere personalizzata e che ognuno di noi dovrebbe, almeno una volta nella vita, confrontarsi con un medico, e affrontare con un approccio scientifico la propria alimentazione.

Quindi questo libro i primi 2 giorni è rimasto abbandonato sotto l’albero.

Voi capirete, il mio fidanzato è più interessato ed attento al liquido dei vetri della macchina che a quello che mangia e beve. Può metterci 20 minuti a scegliere il suo olio per il motore ma poi alla velocità della luce senza alcun pensiero si mangia pane e salamella con una bella Coca-Cola all’uscita dallo stadio.

Quindi, quando, a Natale, ho ricevuto il libro di Valter Longo “La dieta della longevità” ho avuto paura che lui volesse convincermi a ricominciare a mangiare carne e prosciutto.

Invece NO! Già dalla 4ta di copertina si legge che Veronesi lo aveva definito “un sistema per abbassare i fattori di rischio associati all’invecchiamento”.

Veronesi e Berrino sono i miei miti.

Ho divorato il libro di Longo in 2 notti…e dal 30 dicembre avevo già iniziato la sua dieta della longevità.

Quindi, siamo al 14 gennaio, da più di due settimane esco a cena con lui, ma anche a pranzo e comincio a pensare a lui dalla colazione!!! Senza che il mio fidanzato sia minimamente geloso…anzi, anche lui condivide la mia passione!

Quest’uomo ha dato delle motivazioni scientifiche alle mie scelte alimentari che fino ad oggi erano dettate solo dall’istinto. Ha costruito una dieta scientifica che non fa dimagrire, ma che insegna a mangiare.

Il libro secondo me andrebbe letto da tutti, soprattutto dagli studenti, che sono la voce del futuro. Il libro, sempre a mio parere, non è ancora completo. Andrebbe rielaborato alla luce degli studi che per ora sono solo agli albori e che devono essere approfonditi. In ogni caso però fornisce delle risposte scientifiche a domande quotidiane, sul perché si debba rinunciare ad alcune abitudini alimentari e bisogna ragionare meglio sulla proporzione dei cibi nei piatti.

Sono anni che cerco di approfondire i miei studi di alimentazione ma senza molta strategia, o senza metodo. Una naturopata che adoro mi ha insegnato alcune combinazioni alimentari e la proprietà alcuni alimenti.

Sto provando ad integrare quello che mi ha detto Susanna Villa con quello che insegna Longo attraverso la dieta che è contenuta nella parte finale del volume.

Pubblico qui le foto della sua ricetta più originale e più simbolica. Longo parte dal presupposto che per capire la longevità si debba studiare gli esseri più anziani del mondo e capire le loro scelte alimentati. Per fare questo ci trascina in Calabria nel paese di Malochio e ci invita a mangiare come i suoi antenati la zuppa di Vaianeia.

La ricetta nel libro è approssimativa, non tanto nei quantitativi ma nell’esecuzione. Seguendo le dosi indicate si cucina una porzione enorme e non si capisce bene se si tratta di una zuppa, una minestra o una pasta asciutta. Ma quello che ho capito, leggendo il libro, è che non è importante l’esecuzione precisa della ricetta ma della proporzione degli alimenti.

A fronte di 40 grammi di pasta, ci sono 400 grammi di verdure. Questo è l’elemento straordinario da tenere in evidenza.

Non è tanto il mangiare pasta bianca o pasta integrale (il fattore della qualità degli alimenti non viene considerato nel libro) l’importante è ridurre drasticamente l’apporto di carboidrati e di favorire l’apporto di verdura e frutta.

Ammetto che avere una dieta programmata per la settimana è molto comodo, non si deve pensare a cosa cucinare ogni sera. Si fa la spesa per tutta la settimana leggendo le ricette poi si deve solo preparare ogni giorno. L’unico fattore che non mi piace è che Longo esclude tutti i super alimenti che invece ormai ogni naturopata consiglia nelle diete. Dal cavolo riccio nero consumato crudo in insalata o in frullato, al ruolo del melograno, della quinoa e delle alghe. Non si parla dell’importanza delle farine integrali e delle verdure bio.

Credo però che non essendo lui un biologo specializzato in nutrizione, non gli si possa imputare un errore, piuttosto la dieta che indica dovrebbe essere rimaneggiata da una naturopata. Longo sta studiando i segreti della longevità di coloro che sono centenari oggi. E’ evidente che non sia possibile sostenere che l’introduzione dei super elementi porti ad una maggiore longevità perché, ad oggi, nessun anziano di ieri li consumava!

Ritengo che il miglior modo per comprendere Longo sia quello di provare la sua dieta, adattandola alla nostra provenienza ed al nostro gusto. Eliminando i cibi che anche lui esclude e capendo nel modo più completo possibile le proporzioni tra alimenti.

Ancora non ho provato la sua mini dieta del digiuno. Dato che è più impegnativa, voglio provarla solo sotto controllo medico, facendo prima e dopo gli esami del sangue. Ora iniziano le sfilate e sarò girovaga per un po’, sicuramente non è il momento giusto per iniziare la sfida del digiuno. Ma a marzo sarò pronta, stay tuned per sentire cosa è successo.

 

Ps

La dieta mima digiuno, che ancora non ho provato, è già molto criticata. Io sono sempre favorevole alle critiche perché aiutano a riflettere, ma non approvo le critiche fatte a caso da chi in modo evidente non ha letto il libro.

Sul fatto quotidiano leggo  : “ Ma il vero interrogativo senza riposta è cosa succede quando dopo cinque giorni di quasi digiuno, si riprende a mangiare normalmente? E soprattutto come e cosa si dovrebbe mangiare?”

La risposta a me pare facilissima, basta aver letto il libro, dopo il mini digiuno, si ricomincia a mangiare con la dieta vegetariana consigliata da Longo. Altre domande ?

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