Andare ad una mostra fotografica è un’esperienza che consiglio a tutti per diversi motivi

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1° E’ GRATIS!

La maggior parte delle volte le mostre fotografiche sono gratuite, perché è così difficile distinguere, anche per i professionisti, un’opera d’arte, da una semplice fotografia delle vacanze, che per non rischiare, quasi tutte le mostre sono a INGRESSO LIBERO.

In effetti fare una fotografia ormai è facilissimo e svilupparla in grande formato non è così costoso. Per spiegarmi ancora meglio, non costa come andare fino a Carrara, procurarsi un grosso blocco di marmo e scolpirlo per farne una statua; forse per questo ci sono così tanti fotografi e cosi pochi scultori. Inoltre ormai esistono infiniti programmi che possono rendere foto mediocri dei capolavori, invece provate a trasformare un brutto dipinto in un bel dipinto, o una naso storto di una statua di gesso in un nasino alla francese… è quantomeno laborioso! Insomma è evidente che l’arte fotografica è la più accessibile a tutti.

2° CAPIRE la fotografia, è IMMEDIATO.

Spesso quando vedo delle fotografie, che trattano di argomenti comuni, penso che avrei potuto scattarle io…se solo avessi una CANON EOS-1D Mark IV o una NICON D5 FX e se non fossi arrivata ultima al corso di fotografia! Imparare a fotografare anche i piedi del soggetto o tutta la testa credo che mi avrebbe aiutato a divenire una fotografa migliore! Ho sentito dire che anche togliere il dito dall’obiettivo è utile! In ogni caso, MOLTI potrebbero potenzialmente essere ottimi fotografi, anche se mediocri scultori, pittori e affrescatori.

Chiunque si sia cimentato nel fare una fotografia, con un macchina reflex o con il telefonino, è in grado di commentare ed esprimere giudizi ad una mostra fotografica.
Come chiunque che abbia mai giocato a calcetto nel parchetto sotto casa sarà in grado, nelle prossime settimane, di dare consigli all’allenatore Antonio Conte durante gli Europei di calcio.

Il problema della fotografia è che spesso è così immediata, da scorrerti addosso senza colpirti. Per poter comunicare DAVVERO deve catturare lo sguardo ed attirare la mente. Per questo i migliori fotografi sono spesso i reporter di guerra, i fotografi del National Geographic o i fotografi di moda che possono creare, grazie a budget spaventosi, set fotografici inimmaginabili e catturare l’attenzione del pubblico.

Raramente un fotografo per matrimoni è un fotografo famoso, o meglio ci sono famosissimi fotografi specializzati in matrimonio e bravissimi. Ma le emozioni che scaturiscono le loro fotografie sono spesso legate all’emozione dei partecipanti stessi. Ci vuole un’infinita capacità fotografica per catturare le intense espressioni, che si condensano durante un matrimonio, ma raramente vedremo una mostra fotografica, dedicata al matrimonio della sorella della mia amica Maria, esposta a Palazzo Reale.

Spesso i bravi fotografi lavorano su temi specifici, già per loro stessi emozionanti, le fotografie sportive ne sono un esempio. La foto di Messi, miglior calciatore al mondo, mentre fa un’azione in campo, è interessante per tutta la sua famiglia, per la sua squadra, per i suoi tifosi, per qualche ragazza che ha buon gusto in fatto di uomini sportivi. Ma raramente eserciterà lo stesso fascino sui tifosi del Real Madrid, dubito fortemente che 3 / 4 della penisola iberica possano riconoscere nel fotografo le sue eccezionali capacità fotografiche.

Spesso è il soggetto che combinato con la maestria del fotografo, trasforma una fotografia in un’opera d’arte. La fotografia di PELE’ in rovesciata che fa gol ai mondiali  suscita più emozione che la Gioconda del Louvre. E’ una foto che racconta una storia, e che la fa rivivere.

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Una mostra fotografica con i 10 gol più spettacolari del mondo rischia di avere così successo da non essere più un evento gratuito! Anche se personalmente io non sarei disposta a pagare nemmeno 1 euro, manco fosse HELMUT NEWTON ad averle fatte.

Sono stata ad una mostra fotografica di Daniele Tamagni, a Milano in Porta Venezia. L’argomento mi incuriosiva ed allo stesso tempo spaventava. GENTLEMEN OF BACONGO reportage fotografico dei costumi nel distretto di Brazzaville in Africa.

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Mi considero una donna attenta alla moda e allo stile, ma quando parlo di stile cittadino sono piuttosto autoreferenziale e parlo di città come Milano e Parigi che conosco e che vivo quotidianamente. Non avevo mai sentito parlare dello stile dei Sapeur.

E’ stata una mostra bellissima, ricca di spunti di riflessione e di colore. Abbiamo tutti condiviso una serata colorata e calda nella grigia Milano e ci siamo potuti confrontare con realtà a migliaia di chilometri di distanza senza muoverci dal casa. Un fotografo intimista come Daniele Tamagni che si esprime, sia con la sua tecnica fotografica, ma sopratutto con la sua capacità di cogliere le situazioni, di sapere raccogliere testimonianze di poesia in contesti competamente inaspettati, ci ha permesso di condividere emozioni toccanti e profonde.

Vale la pena vedere delle fotografie perché è un modo di intraprendere un viaggio senza partire veramente.

3° motivo : FARE COLPO AL PRIMO APPUNTAMENTO

Perché si può fare l’invito ad una una presentazione di fotografie utilizzando la parola francese “vernissage” che fa sempre colpo. Perché si può fingersi degli esperti di fotografia, senza il rischio che una guida di un museo passi mentre tu parli del Tintoretto come del tuo pittore preferito del 1800 e ti smentisca tossicchiando e dicendo che in realtà era un pittore Rinascimentale del 1500.
Perché si condivide un emozione che può dare alla testa come una coppa di champagne ma costa decisamente meno!

Perché le emozioni che nascono sono facili da condividere e raccontano spesso della nostra stessa storia e di noi. E condividere le emozioni significa anche elaborarle e confrontarsi. E in alcune occasioni significa…innamorarsi e ubriacarsi insieme!

Nel mio caso però si è trattato di una sbronza triste…succede…a me pare sia successo!

Venerdì scorso sono andata ad una mostra fotografica, NEANCHE CON UN FIORE, per uno scopo benefico, per far emergere il problema della violenza sulle donne tra le mura domestiche e nelle case dei nostri vicini.

Non sapevo cosa aspettarmi, era ad ingresso libero, con fotografie di Veronica Garavaglia, una meravigliosa fotografa ritrattista, finanziata dall’associazione PICCOLO PRINCIPE di Busto Arsizio, comunità alloggio per i minori e E.VA centro anti violenza.

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Io sono andata sperando di poter guardare nelle fotografie gli occhi delle donne che hanno subito una violenza e che hanno avuto il coraggio di parlarne e di denunciare e che ora stanno bene e sono libere. Volevo vedere se sono capaci di ridere di nuovo e di essere di nuovo felici. Nella vita succedono cose così brutte che alle volte si perde la capacità di sorridere, ci sono nella realtà tanti motivi per essere felici, ma alcuni traumi alcune perdite possono rendere difficile la capacità di ritornare spensierati. Penso che ci possano essere delle similitudini tra donne che hanno subito una violenza in famiglia, e donne che hanno subito il trauma di perdere un figlio o perdere un fratello. Ed io avevo voglia, e bisogno, di vedere quelle donne e i loro occhi. Ed ho sperato di poterli veder sorridere per sapere che si può sorridere di nuovo.

Mi sono trovata in una piccola galleria fotografica, circondata da ritratti di donne che parlavano di altre donne. Alcune fotografie mi hanno colpito molto, in altri casi mi hanno colpito le parole, in ogni caso quello che è successo è che mi ha sopraffatto l’emozione ed ho pianto. E’ stato un pianto di dolore condiviso perché in quella sala ho capito che la spiensieratezza è impossibile dopo che si è subito un trauma. Ma c’è la condivisione e la comprensione a compensare la mancanza, c’è un infinito amore dato dalla complicità di donne madri che diventano madri di altre donne adulte che per motivi traumatici tornano bambine. Ho pianto e poi sono uscita all’aria aperta ed ho sorriso, e ho ricominciato a respirare. Tutto questo grazie a delle fotografie.

Probabilmente la fotografia è un arte minore, ma vale sempre la pena andare ad una mostra fotografica, perché seppur minore…è arte.

Ringrazio per le foto contenute in questo sito.

Www.bibiografieonline.it per la foto di Pelé

Veronica Garavaglia http://www.veronicagaravagliaphotography.com

Daniele Tamagni http://www.danieletamagni.com

L’associazione Piccolo Principe
http://www.piccoloprincipe.va.it

Centro Anti violenza E.va
http://www.evaonlus.it

http://www.correire.it per la prima foto di Daniele Tamagni realizzata per loro nel progetto il riciclo della gomma.

Nel caso i fotografi citati non gradissero la mia pubblicazione sarà  mia premura eliminare immediatamente ogni citazione.

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