Cosa succede quando due mariti decidono di preparare sushi?
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La prima fase è l’organizzazione e la divisione dei compiti…

“Chi porta le birre?”
“Da te si vede Sky?”
Le prime domande fondamentali che ho sentito che si scambiavano al telefono.

“Mia moglie non mangia niente di crudo” e
“la mia è vegetariana”
…le informazioni che si sono scambiati alla chiusura della telefonata.

Non saprei dire in che modo questi elementi siano propedeutici alla preparazione del sushi…fatto sta che si sono dati appuntamento alle 20 e si sono scambiati la lista degli ingredienti da comprare.

La seconda fase per noi è stata la tappa al supermercato; per comprare il salmone e con il progetto di sbirciare il nuovo reparto sushi di fianco al banco del pesce, dove tre giapponesi un po’ maldestri ed uno più preparato, sfoggiavano la loro tecnica per fare i rotolini di alga e riso.

Prima mossa: spalmare il riso, tondo giapponese già cotto, sul tappetino di bambù .
Seconda mossa : appoggiare l’alga sul riso e farla ben aderire
Terza mossa : girare lo strato riso/alga in modo che si inverta e diventi alga/riso. Questo serve a stendere il riso in modo uniforme e liscio.
Quarta mossa: disporre gli ingredienti.

Ammetto che mi sono un po’ distratta…bisognava appoggiare gli ingredienti in modo ordinato…ho intravisto avocado, Philadelphia e salmone.

Quinta mossa: arrotolare e tagliare. Tutto pare semplice quando sono gli altri a farlo!

LA FASE OPERATIVA

La preparazione è iniziata a casa dei nostri amici, nella cucina già invasa da tutti gli ingredienti. Prima cosa i mariti si sono serviti la birra. E poi si sono messi al lavoro tra risate e commenti sportivi.

Con mio grande stupore…invece che sintonizzare il tablet su Sky…ho sentito che guardavano dei tutorial su YouTube.

Il problema di alcuni tutorial di cucina è che fanno sembrare tutto facile…invece di far vedere esattamente anche gli errori più comuni da evitare.
Quindi i due mariti hanno fatto tutti gli errori possibili ma per fortuna vi hanno anche posto rimedio!

Quello che mi interessa scrivere in questo blog è tutto quello che dovreste sapere e nessuno vi dice.
Sottotitolo, le cazzate le abbiamo già provate noi per voi…evitatele e il vostro sushi sarà perfetto.
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Ingredienti:
Riso giapponese tondo
Petto di pollo Bio
Salmone fresco decongelato
Philadelphia
Avocado
Salsa giapponese per riso (acquistata durante la ricetta!!)
Alga già stesa
Salsa di soia
Edemame (fagioli di soia, da sgranocchiare prima della cena)
Alghe verdi condite (stanno sempre bene ovunque, come il prezzemolo da noi)

IL RISO
Lo so che siamo italiani e abbiamo più di 15 varietà di riso nella sola provincia di Novara. Ma putroppo non basta. Per quanto io sia nazionalista e assolutamente favorevole al km zero. Assicuro che il riso tondo giapponese è necessario e fondamentale e non può essere sostituito dal riso che utilizziamo per fare gli arancini o l’insalata di riso.
Questo riso è sferico. Rilascia tantissimo amido e mantiene la cottura in modo uniforme. Il riso degli arancini tende a diventare colloso all’esterno mentre quello dell’insalata fredda è sempre un po’ croccante.

Questo riso è tondo, pieno e gonfio. Forse un po’ difficile da digerire. Ma perfetto per le preparazioni di sushi.

La prima cosa è lavarlo. Che può sembrare facile…ma è noioso e lungo. Bisogna lasciarlo in ammollo e risciacquarlo molte volte, finché l’acqua da biancastra diventi limpida. Anche qui…nonostante ormai tutti si sappia che l’acqua potabile sia preziosa ed un lusso di noi occidentali. ..bisogna sprecarne almeno 5 litri per lavare e sciacquare il riso. Quindi se siete vegani, vegetariani o semplicemente greenpeace lovers non dovete mangiare sushi. Perché è un alimento che spreca moltissimo.
Forse ci si può lavare i capelli con l’acqua del risciacquo. Sinceramente nessuno di noi ha provato!

IL CONDIMENTO del RISO. Aceto giapponese più zucchero e non so cosa altro.

I mariti…hanno inizialmente pensato di non metterlo…alla fine si sa che pure sull’aceto gli italiani si sentono piuttosto preparati quindi si sono detti…”aceto nel riso? Che schifezza! Noi facciamo una versione più buona!”
E così …ci siamo ritrovati a modificare la ricetta millenaria del sushi, in un attimo, in una cucina milanese gestita da due uomini italiani, un romano ed un pugliese.
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Dopo quasi 90 minuti di lavoro per lavare, bollire. ..preparare, arrotolare ed affettare …abbiamo assaggiato il primo rollino ripieno…ed era sciapo e insipido …come la pastasciutta cotta nell’acqua senza sale!
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Ed abbiamo capito che il famoso aceto giapponese era necessario. Quindi uno dei mariti, quello che aveva bevuto meno birra, è tornato al super a comprare una miscela già pronta per condire il riso.

In effetti non mettere il sale nell’acqua della pasta è un errore abbastanza grave e da principianti. Più o meno abbiamo fatto lo stesso errore ..per fortuna rimediabile!

Con l’aggiunta di questo ingrediente. Il gusto finale dei nostri rotolini era davvero ottimo!

Non voglio dilungarmi sulla procedura. ..perché delle cuoche bravissime ed esperte fanno vedere tutto su You tube. Inoltre la disposizione interna degli ingredienti è abbastanza scenica ma non comporta un cambio di sapore.
Sia che si metta prima l’avocado che il Philadelphia. ..alla fine il sapore è buono comunque. Non me me vogliano i giapponesi che sono così legati all’estetica del cibo. So che hanno ragione loro!

Quello che invece merita attenzione è la fase della preparazione.

L’ARROTOLAMENTO

Non saprei come definire in modo diverso…questa fase delicata e difficile.
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Invece di mettere prima il riso e poi l’alga per schiacciare il riso in modo omogeneo e uniforme…all’inizio i maschi si sono accaniti a mettere prima l’alga e poi il riso.
Ancora rido perché in effetti questo riso super appiccicoso si attacca alle dita!! Quindi non è facile stenderlo sull’alga ! ! Ad un certo punto vedendoli disperati ho suggerito di usare il mattarello ricoperto di pellicola…ma mi hanno guardato come una pazza ed hanno continuato nel vano tentativo di staccarsi i chicchi di riso dalle dita!

Il problema di non stendere bene il riso comporta un problema anche per il posizionamento del ripieno. Se si appoggiano le zucchine finemente tagliate su una superficie ondulata….si formano delle gobbe e grumi di cibo difficili da gestire. ..figuriamoci da arrotolare!!!

I primi rotoli erano deformi, poco alla volta, la tecnica è migliorata.
Gli ultimi tubetti erano perfetti.
.almeno per un occhio occidentale.
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La fine della serata è stata un successo con piena soddisfazione dei palato e della vista.
Ci siamo resi conto però del motivo per cui la cucina giapponese è tanto costosa…tempo, materiali e maestria!

Vi segnaliamo a Milano l’eccellenza del giapponese http://www.iyo.it ; per quando vi sarete stufati di staccare chicchi di riso dalle pareti!

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