I segreti di una dieta sana a Parigi…

Non li conosco… Non appena varco il territorio francese io mi precipito da PAUL e non resisto a nessuna delle baguettes farcite con pane croccante e abbondante ripieno. La mia preferita e’ la “dieppoise”, nome impronunciabile ed dal significato oscuro, che viola assolutamente ogni legge del marketing internazionale perché nessuno straniero può in nessun modo ordinarla se non a gesti imbarazzanti e vistosi…

Comunque e’ la mia…tonno maionese pomodori ed insalata…il tutto condito con una bottiglietta di EVIAN e un fondant au chocolat giusto per gradire…

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Durante la giornata cerco di resistere ad ogni altra tentazione, bevendo sanissimi piccoli caffe’ francesi..in deliziosi bistrot sparsi per la citta’.

Il problema lo si affronta all’ora del te’ quando il bisogno fisico di una connessione ad internet ci spinge da Starbucks… Davanti alla vetrina dell’invitante macedonia di frutta o delle barrette di cereali nemmeno mi soffermo…attirata invece da quelle dolci ed innocenti ciambelline colorate che piu’ comunemente qualcuno chiama donuts…vuoi non assaggiarle bevendo un chai latte tall soya milk? O un caramel macchiato sempre tall.

Da Starbucks incontro la mia collega di lavoro, anche lei italiana, che come sempre e’ la saggezza e l’equilibrio in persona e prende una spremuta di arancia biologica senza zucchero. Dopo un paio d’ore di lavoro, chiacchiere, risatine e mail decidiamo di uscire a guardare qualche vetrina.

Mentre stiamo camminando ed io parlo a super velocità’ per aggiornarla dei problemi di lavoro..mi accorgo che accanto a me c’e’ il vuoto cosmico…sto parlando da sola…dove puo’ essere finita la mia collega?
Naso incollato davanti la vetrina di CHANEL? Rapita da un romantico francese con la baguette sotto il braccio?
Torno indietro e la trovo in coda alla pasticceria Laduree pronta a fare scorta di macaron al cioccolato e caramello ricoperti di una lamina d’oro limited edition per la speciale fashion week.
Alla faccia del frullatino biologico e senza zucchero aggiunto.

Decidiamo, dopo aver svaligiato Laduree comprando dei macarons non per il gusto ma solo per l’associazione dei colori…fuxia rosa e un tocco di verde acido…

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Decidiamo almeno alla sera di mangiare sano e leggero, in un piccolo bistrot biologico curato con il menu del giorno scritto su un’enorme lavagna sul muro.
Zuppa di carote e coriandolo, insalatina di spinaci freschi e crostini di capra, tisana allo zenzero e mandorle tostate…

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Soddisfatte e sorridenti torniamo in albergo. Ecco durante la fashion week..prenotando all’ultimo minuto…non siamo riuscite a trovare un piccolo studio nel marais…ne un alberghetto carino con poche camere colorate…no purtroppo ci hanno prenotato in un orrendo casermone di 11 piani vista periferique con moquette macchiata e vetro della finestra rotto.
Siamo sconsolate e ci aggiramo davanti alla hall senza nessuna voglia di salire al piano…come combattere la tristezza infinita che rovina una giornata perfetta?

Vabbe’ alla faccia della dieta sana a Parigi che per me proprio nn si puo’ fare torniamo nel Marais a farci fare una gauffre alla nutella con un tocco di panna senza esagerare…

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